A come AMORE

Ho spesso parlato di me, dei miei stati d’animo e della mia vita di tutti i giorni. Ma ho parlato forse troppo poco di mio marito. Del nostro bellissimo sentimento. E del nostro vivo rapporto.

Non l’ho mai fatto prima perché non mi piace parlare così apertamente della mia vita privata ma raccontandovi spesso le mie giornate mi sembrava di ometterne una parte.

Mi ritengo molto fortunata perché dopo tanti anni abbiamo ancora tanto amore da scambiarci.

Ci siamo conosciuti casualmente, quasi per gioco, ma dalla prima uscita non ci siamo lasciati più.

Non è  stato tutto rosa e viole perché il nostro rapporto negli anni è stato messo a dura prova dagli eventi quasi inevitabili della vita, abbiamo visto la sofferenza da vicino (malattie dei nostri cari) che ci hanno tolto la serenità per lungo tempo, ma mai la voglia di stare insieme. Anzi, tutt’altro, ci hanno unito ancora di più.

Poi inaspettatamente, e dopo lungo penare come la vita ci ha tolto, ci ha fatto anche un grande regalo. Il nostro tanto amato e atteso bambino. Una gioia infinita e indescrivibile.

Una rinascita.

All’inizio non è stata una passeggiata non lo nego. Come tanti genitori alle prime armi ti trovi spiazzato e a volte anche in difficoltà.

Ma la forza della nostra unione vince sempre su tutto e supera tutto. Anche sulle discussioni e le litigate.

No perché anche chi si ama litiga…. voi non sbroccate mai?

Litigare, discutere rafforza e tiene vivo il rapporto. Sennò sai che palle.

Non voglio, per carità incitare la lite, però non credo alle famiglie del mulino bianco.

Ma a parte questo volevo solo farvi conoscere un altro pezzettino di me, di quanto mi ritengo fortunata perché al mio fianco non avrei mai potuto avere di meglio. Un grande uomo, un compagno con la C maiuscola, un papà esemplare e sopratutto presente.

SONO COSI

Mi rendo conto che non sono facile e a volte un po’ impegnativa.

Stavo pensando che chi mi legge quotidianamente ormai mi conosce nel bene e nel male.

Ma non posso far diversamente che mostrare la vera me. Con le mie giornate no, con i miei sorrisi, con i miei post allegri e perché no anche con le mie paturnie.

Essere mamma, moglie, compagna e amica è tutto questo.

Non posso sopportare di scrivere e di scrivermi in una finta realtà.

La vita è bella proprio per questo perché ogni giorno non è mai uguale all’altro.

E quindi mi dovete tenere così… un po’ pazzerella, frivola ma vera.

PRIME “SCONFITTE”

Ieri è successa una cosa al mio bimbo con noi presente che l’ha un po’ segnato, se vogliamo dire questo parolone.

Sicuramente l’ha messo in crisi.

Sono giorni che quando passiamo nel parco 2 bambini lo prendono un po’ in giro… gratuitamente, uno è un bimbo con cui giocava quando era più piccolo l’altro non lo conosciamo.

Oggi noi passeggiavamo e lui con il suo nuovo monopattino poco più avanti di noi, vediamo che lo avvicinano, io candidamente ho pensato che lo avessero fermato per vedere il nuovo regalo invece improvvisamente lo vedo tornare indietro in lacrime e ci ha detto “andiamo via”.

In quel momento se avessi ascoltato il mio istinto e il senso di protezione verso mio figlio mi avrebbe portato ad andare là e dire due porcate ai quei due… ma poi mi sono in un attimo riavuta. L’abbiamo consolato ma abbiamo soprattutto cercato di capire cosa fosse successo e cosa gli avessero detto per avere una reazione simile.

La cosa che mi è dispiaciuta di più è che non ha più voluto giocare nel parchetto.

Io e il padre una volta in casa abbiamo provato a fargli capire che non bisogna scappare davanti a queste situazioni che ne troverà a bizzeffe di bimbi prepotenti. Gli abbiamo detto che l’indifferenza è la migliore arma.

Ma mi è rimasto l’amaro in bocca, perché lui gioca con tutti ed è sempre protettivo con i bimbi più piccoli. Vederlo fuggire da quella situazione mi ha fatto male (per lui), avrei voluto che gli tenesse testa e allo stesso tempo mi ha colpito la sua “fragilità”, avrei voluto dargli un po’ della mia forza senza pensare che me la sono costruita negli anni.

Amore benvenuto nel vero mondo, dove non tutti sono buoni. E dove a volte i buoni perdono. Ma noi ti continueremo ad insegnare che il buono vince sul cattivo. E non è trattando male le persone che ci si fa strada.

Allora ben venga la tua piccola sconfitta.

MAMMA… ALLO SPECCHIO

Non vi capita mai di non sopportarvi? Ecco, per me è proprio cosi, non mi sopporto anzi mi sto addirittura antipatica.

Non so da cosa sia dettata questa avversione nei miei confronti, però è davvero pesante e stressante.

So che dovrei fare pace con me stessa ma prima di tutto vorrei capire perché sono cosi contrariata.

Un pochino lo so, non mi riconosco più, fisicamente, intendo, un crollo tremendo nel quale io non mi riconosco e mi ha fatto andare veramente in crisi, vorrei riuscire a rinsavire e trovare una soluzione per tornare in forma ma non so da dove ripartire. Forse in questo momento non ne ho nemmeno voglia però non posso far finta di niente. Non mi piaccio più vestita, svestita non ne parliamo, facciamo prima a dire che non mi piaccio più e basta.

Purtroppo il mio disagio non si limita all’estetica non mi piaccio nemmeno se mi guardo dentro.. sono polemica, non sopporto nulla, ho poca pazienza e di conseguenza mi irrito subito. Direi che sono un vero disastro.

È come guardarsi allo specchio e vedere riflessa un’immagine che non ti piace, che non ti appartiene, quasi un’estranea. Un’altra me.

Ma è arrivato il momento di far pace e di riunire quelle due persone così diverse ma così tanto uguali. È giunto il momento di ritrovare l’armonia persa con me stessa. Anche se non so bene ancora da dove ripartire.

Più che altro non so da dove sono partita per arrivare qui…. mi ci sono ritrovata quasi senza rendermene conto. Ma non si può far finta di nulla, almeno non io.

Quindi basta… tregua.

Ho necessità di ricominciare, di ritrovare un po’ di serenità dentro di me. Di piacermi di nuovo. Di essere meno scontrosa e antipatica.

Ho bisogno di ritrovare il mio sorriso di sempre.

Guardarmi allo specchio con occhi sereni.

X TE ❤

Mi hai vista crescere… ti ho vista crescere.

Sei parte di me, anche se per un breve periodo ci siamo perse ci siamo ritrovate più forti e legate di prima.

Siamo sempre state complici e ci siamo sempre capite anche quando stavamo in silenzio.

Abbiamo riso, scherzato pianto e ancora riso insieme…. e vorrei continuare a farlo per tanto tempo ancora.

A volte mi domando perché succede che la vita si accanisce su persone come te… buone, brave e sopratutto coraggiose… che ogni giorno si alzano e affrontano la giornata con le palle.

A volte mi domando dove trovi la forza e la tenacia per affrontare ogni giorno, sempre con il sorriso… non ti lamenti mai, non ti arrabbi mai, ma come fai?

Lo faccio io per te, mi arrabbio (lo sono tanto) perché voglio sentirmi dire “sto bene” voglio vederti stare bene, perché te lo meriti, perché è ora di finirla… perché è ora che che ti godi la tua vita in serenità e in salute… spero che le mie preghiere vengano ascoltate.

Io credo che le cose belle succedano… e quando meno te l’aspetti il miracolo avviene.

Tu mettici del tuo come solito e io continuo a crederci.

ANCHE LE MAMME SBAGLIANO

Questa mattina mi sono svegliata con una consapevolezza. In questi giorni non sono stata una brava mamma.

Non mi sto colpevolizzando ne ci sto male ho solo realizzato che pure io ho la mia parte di colpa.

Non c’è nulla di male ad ammettere che anche “noi grandi” facciamo errori… purtroppo è cosi e non e’ scontato che tutto ciò che diciamo o facciamo sia giusto.

Questi numerosi giorni di reclusione hanno unito ma purtroppo hanno anche innescato dei meccanismi di mal sopportazione.

Le tante ore chiusi in casa, le cose ripetute ogni giorno e mai ascoltate (ho trovato più soddisfazione a parlare con il muro) mi ha portato a scattare per ogni cosa non fatta, non detta… anzi diciamola tutta.. per ogni cosa.

Questo mio continuo brontolare non ha giovato a nessuno anzi ha scatenato una sorta di provocazione e quindi un continuo discutere.

Ebbene sì… stamattina ho aperto gli occhi e mi sono resa conto che in questi ultimi giorni ho più brontolato che dato abbracci e appena l’ho capito mi sono fiondata nel lettino del mio piccolo amore l’ho stretto forte e lui mi si è rannicchiato addosso, trasmettendomi tutto il suo calore e il suo amore.

Mi stavo perdendo. Senza volere non sono stata una brava mamma. Pensavo di educarlo e invece lo stavo allontanando da me. Fare il genitore non è semplice ma per esserlo bisogna avere anche il coraggio di dire “ho sbagliato”.

IL REGALO PIÙ BELLO

Non potevo non scrivere nel giorno della festa della mamma.

Non voglio risultare scontata e usare le solite frasi retoriche.

Credo semplicemente che ogni giorno che guardo i tuoi occhi e ti abbraccio sia la mia festa (incazzature e nervosi a parte che mi fai venire), ogni giorno il tuo sorriso, il tuo faccino tondo, ogni cosa di te non mi fa mai dimenticare che fortuna ho avuto.

Ho tanto atteso per averti ma ogni momento, ogni attesa, ogni lacrima che ho versato perché non arrivavi ne sono valsi la pena.

Dicono che le cose più attese, più desiderate siano quelle più godute. E io godo ogni giorno di tutto ciò che mi dai… anche di questo cuore… fatto con amore e di aver firmato anche per il tuo papà perché significa che sei generoso.

E questo vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro.

Grazie per essere arrivato, grazie delle gioie , delle arrabbiature e dell’amore che mi dai….

Costantemente, ogni giorno, sempre… io ci sarò per te.

STRANA ME….

Dire che sono malcontenta sarebbe un’eresia grandissima.

Ma un’insieme di sensazioni mi rendono inquieta. Ecco questa è la parola giusta mi sento inquieta.

Ad oggi, dopo virus, quarantena, fase1, fase2, lavoro a singhiozzo, mi sento come se stessi capovolta.

Anzi come se mi avessero appena dato una centrifugata in lavatrice.

Vorrei (credo come tutti) tornare a governare la mia vita, vorrei il mio sprint e il mio sorriso di prima ma mi sento talmente rallentata e il non riuscire a trovare l’energia che avevo prima mi destabilizza.

Faccio tutto con una tale lentezza come se mi muovessi calpestando nuvole. Ma non è leggerezza, tutt’altro sono come passi non compiuti.

Vorrei ritrovarmi ma non so dove cercarmi.

FASE 2…. PAZIENZA OFF

La mia pazienza infinita credo sia terminata o quasi al limite, i miei nervi sempre più evidenti che stanno per cedere ci portano continuamente a discutere.

Lo capisco bimbo mio che sei stanco, annoiato, irritato, nervoso e questa “clausura” ti sta sfinendo ma hai rotto le palleeeeeeeee.

Non solo tu (e lo dico con tutto l’amore che ho dentro) sei stanco, non solo a te mancano gli amici. Lo so che vorresti correre, giocare, ridere e divertirti. Anche noi, anche mamma e papà lo vorrebbero. Stiamo facendo salti mortali per poter gestire questa finta serenità ma tu sei arrivato al limite e io con te.

Ti svegli già arrabbiato e irragionevole. Nulla ti fa tornare il buonumore. E così di conseguenza anche se provo a far finta che nulla mi scalfisca mi innervosisco e mi arrabbio appena ne combini una delle tue. Cerco di trattenermi perché capisco che ti hanno rubato la libertà ma l’hanno rubata a tutti.

Poi mi dico lui è un bambino, tu sei grande, sei la sua mamma… devi esserne all’altezza, ma molte volte non lo sono e mi arrabbio… ma credo che il mio compito sia anche quello (nonostante questa situazione assurda) di farti capire che stai superando il limite, e nonostante tu sia un bambino, devi capire che viene l’amore e il rispetto verso i tuoi genitori e devi imparare che la vita è anche questa, fatta di grandi sacrifici, questo è enorme da affrontare e tu così piccolo…. ma si è insinuato nelle nostre vite e dobbiamo imparare a conviverci, almeno per un po’, e lo devi fare anche tu.

Quindi amore mio grande metti da parte quel faccino imbronciato sfodera uno dei tuoi sorrisi migliori e cerca se puoi di tornare (almeno un po’) il bambino buono, solare e allegro di prima perché cosi… HAI ROTTO

Con amore… la tua mamma 🤦‍♀️🤷‍♀️

ADESSO…. BASTA

Difficile spiegare quanto questa quarantena ci farà bene o male.

All’inizio è stata come una manna dal cielo, ha rallentato le nostre vite frettolose, il nostro correre esagerato ed esasperato, ma ora sta cominciando veramente a farci scalpitare. Il terrore che avevamo all’inizio si è un po’ affievolito e sta prevalendo la voglia di libertà.

I bambini stanno diventando isterici e insopportabili e di conseguenza pure noi genitori. Qui stiamo tutti per sclerare.

Stiamo perdendo quella “nuova calma apparente” abbiamo bisogno di riavere la nostra vita frenetica di prima, abbiamo bisogno di poter tornare a respirare l’aria fresca e frizzantina del mattino senza aver il terrore e la paura di quel mostriciattolo maledetto.

Abbiamo bisogno di tornare a VIVERE

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