Ieri è successa una cosa al mio bimbo con noi presente che l’ha un po’ segnato, se vogliamo dire questo parolone.
Sicuramente l’ha messo in crisi.
Sono giorni che quando passiamo nel parco 2 bambini lo prendono un po’ in giro… gratuitamente, uno è un bimbo con cui giocava quando era più piccolo l’altro non lo conosciamo.
Oggi noi passeggiavamo e lui con il suo nuovo monopattino poco più avanti di noi, vediamo che lo avvicinano, io candidamente ho pensato che lo avessero fermato per vedere il nuovo regalo invece improvvisamente lo vedo tornare indietro in lacrime e ci ha detto “andiamo via”.
In quel momento se avessi ascoltato il mio istinto e il senso di protezione verso mio figlio mi avrebbe portato ad andare là e dire due porcate ai quei due… ma poi mi sono in un attimo riavuta. L’abbiamo consolato ma abbiamo soprattutto cercato di capire cosa fosse successo e cosa gli avessero detto per avere una reazione simile.
La cosa che mi è dispiaciuta di più è che non ha più voluto giocare nel parchetto.
Io e il padre una volta in casa abbiamo provato a fargli capire che non bisogna scappare davanti a queste situazioni che ne troverà a bizzeffe di bimbi prepotenti. Gli abbiamo detto che l’indifferenza è la migliore arma.
Ma mi è rimasto l’amaro in bocca, perché lui gioca con tutti ed è sempre protettivo con i bimbi più piccoli. Vederlo fuggire da quella situazione mi ha fatto male (per lui), avrei voluto che gli tenesse testa e allo stesso tempo mi ha colpito la sua “fragilità”, avrei voluto dargli un po’ della mia forza senza pensare che me la sono costruita negli anni.
Amore benvenuto nel vero mondo, dove non tutti sono buoni. E dove a volte i buoni perdono. Ma noi ti continueremo ad insegnare che il buono vince sul cattivo. E non è trattando male le persone che ci si fa strada.
Allora ben venga la tua piccola sconfitta.

Cara, leggo conoscendo perfettamente tutti i sentimenti che ruotano attorno a certe parole. Diverse volte ho assistito a scene del genere e la vittima era sempre mio figlio Niccolò, eterno introverso e timido che sceglie in maniera selettiva i propri compagni di gioco.
Una volta ho dato ascolto al mio impeto intervenendo, ma non ho ottenuto il risultato che speravo poiché i bulli di turno allontanandosi continuavano a prenderlo in giro e lui era frustrato ancora di più perché non in grado di reazione.
Ora osservo a debita distanza, mi mordo la lingua e ti assicuro che il più delle volte reagisce egregiamente alle provocazioni.
Crescere per loro significa capire quando è il momento di allontanarsi o affrontare il “lupo cattivo”.
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Grazie cara per la tua preziosa testimonianza… mi è di aiuto e spero che lo sia anche per altre mamme o altri genitori che si sono trovati in una situazione simile alla nostra. Un abbraccio grande
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