REGALATE EMOZIONI

È  ARRIVATO BABBO NATALE IN ANTICIPO
ebbene si, abbiamo teso un tranello ad Alessandro
Ora vi racconto
Sapevamo dell’arrivo dei nostri cari amici (genitori del migliore amico di Ale)
trasferiti in Olanda da pochi mesi, lasciando un vuoto e una mancanza terribile, perché siamo molto legati, ma il bene non cambia con la distanza. È  chiaro che la quotidianità manca a tutti.
Il caso ha voluto che per questi giorni di vacanza abbiano trovato da soggiornare nel nostro  condominio.
Una fatica terribile tacere con Alessandro e nascondere questa bellissima notizia , però l’abbiamo “stuzzicato” dicendogli che il lunedì (l’altro ieri) sarebbe arrivato un regalo con il corriere e che l’avrebbe potuto aprire subito.
Arrivato a casa da scuola gli abbiamo detto che purtroppo il pacco l’aveva preso per noi un vicino perché non avevamo sentito il campanello e così gli abbiamo chiesto di accompagnarci a prenderlo.
Ha suonato e…….. ha aperto Pietro.
Ale è rimasto senza parole, incredulo, Pietro ha aperto la porta in maniera più  ampia e Ale ha visto i nostri amici e un groviglio di emozioni lo hanno assalito 
Si sono abbracciati fortissimo e Ale continuava a dire “ma sto sognando?” “Datemi un pizzico”
Si è  girato verso di noi è  ha detto: “il piu bel regalo che potevo ricevere”.

GESTIRE LE EMOZIONI

È un’argomento molto delicato a cui tengo molto

Le emozioni di un bimbo sono molteplici e non sempre facili da gestire

Ale in questo periodo come altri suoi amichetti sono in una fase di transizione, di crescita si sentono ancora bambini (e lo sono ancora) ma cominciano le prime responsabilità, i primi “doveri”, i primi “pensieri”, e non tutti riescono sempre a gestire questi carichi e queste novità.

Ale che ha una spiccata sensibilità accusa molto il colpo e in questo periodo, vuoi anche un pochino di stanchezza (siamo quasi a fine anno scolastico) ogni tanto va un poco in crisi.

Quel testolino pensa troppo, glielo dico sempre

L’ altro giorno al parco c’era uno spettacolo di bolle di sapone che lui ha sempre adorato, e una volta a casa mi ha detto mamma non posso più fare le cose da bambino e mi dispiace molto, ti sei accorta che dalle bolle erano tutti piccoli? Io l’ho guardato e gli ho detto Ale, le bolle piacciono tanto anche a me e le guardo ancora con piacere ed emozione, è vero stai crescendo ma questo non vuol dire che ti devi privare di ciò che ti piace fare.

I bimbi di oggi hanno molti, forse troppi stimoli, da un lato è un bene dall’altro insomma, io dico che bisogna crescere con cautela senza bruciare le tappe.

Stimolarli si, ma senza opprimerli.

11 APRILE

Un giorno indimenticabile Come oggi 9 anni fa io e te ci siamo conosciuti, ebbene si io e te ci siamo incontrati 4 giorni dopo la tua nascita  quanta emozione e quante lacrime.

Quando sei nato ti ho visto per un secondino e ti hanno portato subito via da me, non eri proprio in formissima, ma nemmeno io, anche se non lo sapevo ancora, ma dopo pochi minuti dalla tua nascita, mi hanno intubata e operata d’urgenza. Insomma, non siamo passati di certo inosservati quel giorno, come nostro solito ci piace farci notare.

I giorni a seguire non sono stati facili per nessuno dei due e nemmeno per papi che si divideva tra me e te.

Poi è arrivato finalmente il giorno che mi hanno tolto quel benedetto drenaggio dalla pancia e sono potuta venire da te in terapia intensiva.

Che emozione mentre mi hanno accompagnata, sembrava così lungo quel corridoio che ci divideva. E quando ti ho visto mi sono sentita scendere fiumi di lacrime, avevo paura che pensassi che ti avessi abbandonato.

Quando ti ho preso in braccio ti ho detto eccomi sono io, quella che faceva tutta quella confusione da fuori, sono la tua mamma.

Per me l’11 aprile è  un pochino come un tuo secondo compleanno, una seconda nascita, il giorno in cui ti ho conosciuto e preso in braccio per la prima volta. https://www.instagram.co

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ALCHIMIA

Voi ci credete che certi luoghi ci cercano?
Io si
Ormai è noto il mio amore per le montagne e per le dolomiti
Ogni volta che si va, che si arriva, per me è sempre un’emozione grandissima, inspiegabile, ci lega un filo magico
Ieri quando mi è arrivato questo dono inaspettato ho provato un’emozione fortissima, ho visto il nostro filo magico luccicare, come se mi volessero dire “noi siano qui non scappiamo”
Ringrazio @loacker_italia
per avermi fatto provare questa gioia, questa forte emozione, e per avermi donato le nuove prelibatezze di questo inverno
Naturalmente le abbiamo già assaggiate tutte
Ancora non ho capito se mi piace di più i nuovi loacker alla cannella, all’arancia e spezie oppure al pan di zenzero, nell’indecisione ne vado ad assaggiare un altro
A voi quale stuzzica di più?

BIMBI & IMPREVISTI

Gli imprevisti piacciono a pochi, e spesso quando succedono causano malumore e giramenti vari, figuriamoci ad un bambino

Quando Ale era più piccolo non gli dicevamo nulla e gli facevamo la sorpresa all’ultimo se si organizzava qualcosa, onde evitare delusioni

Adesso che è cresciuto ci piace renderlo partecipe di quello che organizziamo anche solo per godere dell’emozione dell’attesa, però può succedere “l’imprevisto” e che salti tutto e la delusione e il pianto sono inevitabili.

Voi come vi comportate? Rendete partecipi i vostri bimbi o preferite fino all’ultimo non dire nulla?

Vi aspetto nei commenti

PRIME DELUSIONI

Ed eccomi qui dopo il pomeriggio di ieri e una mattinata tosta vi racconto di ieri com’è terminata la 3 giorni delle emozioni di Alessandro

Come vi avevo raccontato nelle storie Ale ha partecipato a questi 3 giorni sempre organizzati dalla parrocchia ma condotto dai ragazzi più giovani.

I bimbi divisi i 4 squadre con i colori delle emozioni nei 3 giorni hanno fatto varie attività e giochi e la sua squadra (arancione) è sempre stata prima in classifica e l’ultimo giorno (ieri) ci sarebbero stati gli ultimi giochi e le premiazioni, lui era emozionatissimo e sognava il trofeo per la sua squadra

Noi gli abbiamo detto che l’importante è giocare e divertirsi, poi se si vince ben venga, ma non è fondamentale

Ieri lo andiamo a prendere, e da lontano ho visto il suo sguardo triste, non ho fatto in tempo a dire nulla che è scoppiato in lacrime.

Era andata male.

Intorno a lui e a noi, tutti i suoi amici che si divertivano e ballavano con la musica a tutto volume e lui in lacrime.

Una volta a casa sconsolato ci ha spiegato che la squadra ha perso per colpa sua, non si dava pace.

L’abbiamo consolato e abbracciato, abbiamo capito il suo dispiacere e la sua mortificazione ma gli abbiamo anche spiegato che non si doveva sentire in colpa, che si vince e si perde, abbiamo cercato di non minimizzare ma nemmeno di enfatizzare.

Ci auguriamo di essere riusciti nel nostro intento

Vi aspetto nei commenti con le vostre preziose esperienze

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