NOTTI INSONNI

Ci sono sere che ti appoggi e svieni e ci sono notti come questa dove vorresti dormire ma non riesci.

E così pensi.

Si fa come una resa dei conti.

Pensi al giorno dopo, pensi a cosa devi fare, alla lista della spesa,  ai mille impegni presi.

Pensi a tante cose e poi inevitabilmente ripercorri con la mente a situazioni passate e ti domandi potevo evitare questo o quello?

Sarebbe andata diversamente?

Chi lo sa.

È  certo che quel che fatto è  fatto e se è  successo è  perché doveva andare cosi.

E chi abbiamo perso lungo la strada è  perché o andava troppo veloce o troppo lento rispetto a noi

Una cosa è  certa non camminava al nostro fianco.

Per rappresentare il mio post ho scelto uno dei disegni della bravissima Valeria Favrin @ingarbugliata_mente che io adoro

LACRIME… BELLE

Quante volte ci scende una lacrima di nascosto questo non vuol dire essere tristi, infelici o non realizzate a volte scende per una parola mal detta, per non essere riuscite a farci comprendere, a volte anche solo per stanchezza

Non è segno di debolezza, anzi, tutt’altro è concretezza, è vita quotidiana.

Capita non è una vergogna. È bello a volte fermarsi e lasciarsi andare.

Ma quanto si sta bene dopo?

Ieri mattina ho pianto (io non faccio testo, perché ho le lacrime a portata mano, sono un po’ una frignona)

Mi sono sentita in colpa perché non ho saputo accogliere una chiusura di Alessandro verso un compito, si era convinto di non saper fare, diceva che non capiva, in realtà lo spaventava la quantità non la difficoltà, e si è arrabbiato perché non si è sentito compreso, ed è andato a scuola in lacrime

Mi è talmente dispiaciuto vederlo così, lasciarlo alle maestre con quel faccino incompreso, è stato un pensiero fisso tutta la giornata

Ma ieri sera quando ci siamo ritrovati non sapete quanto mi ha abbracciata Adesso è cresciuto, ha capito che si sta male a lasciarsi arrabbiati, e soprattutto che si è arrabbiato con me, ma che era arrabbiato con sé stesso e io, ho imparato che queste cose insegnano sia a noi genitori che ai nostri bimbi e uniscono più di prima, e che mi devo sentire un pochino meno in colpa.

Anche se soffrendo ha imparato a gestire la sua arrabbiatura.

VIVI… COGLIENDO L’ATTIMO

Non è  una semplice fotografia di un bambino che mangia, bisogna saper guardare oltre…

Vorrei che mio figlio imparasse questo, a cogliere ciò che di bello ti offre la vita anche mentre mangi un toast. Sono attimi unici…. un dono che ti dà la natura… la vita.

Un dono prezioso che purtroppo non tutti sanno apprezzare.

Da genitori se riusciamo a farti capire questo…. abbiamo già fatto un ottimo lavoro.

Vivi amore… ma goditi i particolari.

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