I NOSTRI PICCOLI EROI

Oggi sono in vena di riflessioni.

Sto pensando a quanto i bimbi di oggi siano profondi e sensibili.

Dico di oggi, perché io non mi ricordo così.

Si dice sempre che i nostri figli  hanno troppo. Forse è  così, sono ricchi di stimoli, fanno sport, viaggiano, sono più scaltri di noi (almeno di me da piccola, sicuramente) sono di gran lunga più svegli, fantasiosi e argutti.

Sono stupita dalla loro sensibilità e dalle loro riflessioni.

Ci puoi ragionare e relazionare oltre che a incazzare. Si, perché io mi ci arrabbio come farei con un adulto.

Perché a volte ho proprio la sensazione di averne uno davanti.

Parlo di sensibilità perché le loro emozioni sono importanti e mi rendo conto che così piccoli fanno fatica a gestirle. Ma le hanno già.

Quindi ad ogni cosa, che facciamo  o diciamo noi genitori, bisogna dare un giusto peso e proporgliela con garbo e delicatezza.

Loro si preoccupano e si emozionano  come noi solo che ancora non riescono ad equilibrare questi sentimenti.

In cuor mio vorrei trasmettergli solo leggerezza, ma la vita di tutti i giorni non ce lo permette, ma questo non mi vieta di trasmettergli tutta la serenità facendogli capire che se ci sono momenti down poi passano e si diventa più  forti di prima.

Di non trattenere mai ciò  che si ha dentro.

Mamma e papà ci sono sempre e le loro orecchie e i loro abbracci sono sempre pronti all’uso.

APRI LA GABBIA… E VOLA

Oggi volevo trattare un argomento che mi sta molto a cuore.

I momenti NO

Chi non ne ha?

Mi sono sempre vista come una donna che arriva all’inarrivabile…

Piena di iniziativa sempre brillante. Faccio disfo e rifaccio con mille idee, mille proposte e stra organizzata.

Poi di colpo mi ritrovo FERMA, questa è la sensazione che sto provando, di essere ferma, di non riuscire ad ingranare.

Non mi riconosco e non mi piaccio in questa modalità.

Nella testa mille argomenti da proporre, da scrivere, da raccontare ma poi si perdono insieme alle mie idee.

A casa faccio il minimo indispensabile vorrei fare di più, l’intenzione ci sarebbe, ma poi non la porto a termine. Non è ne mancanza di voglia ne mancanza di tempo. vorrei uscire da questo torpore, da questa lentezza.

Sul lavoro, faccio, ma mi castro. Sono ingabbiata vorrei dire ciò che penso ma sono conscia che se lo faccio innesco un punto di non ritorno. Quindi evito e mi trattengo.

Credo di essere entrata in un circolo vizioso.

Solo io posso liberarmi ma non riesco a capire come fare.

Mi sento imprigionata dentro me stessa, dentro a situazioni che non mi piacciono ,dove non mi riconosco e quando arrivo a casa dove mi sento protetta, dove posso essere “IO” lascio scivolare via le tensioni accumulate e mi sento libera ma allo stesso tempo spossata.

Forse qualche bel VAFFANCULO potrebbe giovarmi?

Questo articolo l’ho scritto molti giorni fa e non l’ho mai pubblicato fino ad oggi. Quei giorni in cui mi sentivo così scarica sono passati ma fanno comunque parte di me e sotto sotto sono contenta di averli vissuti e scritti. Perché solo così posso avere un paragone e confrontarmi.

Solo vivendo e superando i momenti no puoi apprezzare e riconoscere le piccole cose belle della vita.

I piccoli inciampi ci saranno sempre bisogna solo essere bravi a scavalcarli e proseguire.

ASCOLTA IL TUO ❤

Di solito scrivo di mio pugno, ma appena ho letto queste parole le ho sentite mie e non potevo non condividerle.

“Papà mi diceva
per capire chi è un buon amico
organizza una festa
fai una festa bellissima
prendi buone birre
e dei vini sopra i tredici
prendi del buon cibo
e che la musica di sottofondo
sia bella, che possa accogliere tutti
mettila alta
ma non troppo
lascia che i vostri dialoghi
non vengano coperti dagli assoli,
invita amici, mi diceva, invitane tanti,
invita tutti gli amici che conosci

e poi finita la festa
lascia che ognuno prenda la via
che preferisce,
non forzare nessuno a rimanere
non convincere
non prolungare mai la festa
che le feste hanno origini più antiche di noi,
sanno loro quando finire,
tu saluta e augura la buonanotte a tutti

e osserva
osserva bene chi di sua volontà
resta ad aiutarti,
chi ti aiuterà a lavare i piatti
chi ti aiuterà a rimettere a posto
a sistemare le cose,
questi,
saranno i tuoi buoni amici,
quelli che non ti staranno accanto
quando la musica e il vino
gioiranno con le tue buone lune,

i buoni amici
sono quelli che rimarranno
anche quando la tua vita
avrà da offrire solo briciole e disordine

e alla fine di tutto,
mi diceva papà
ricorda, alla fine di ogni bellissima festa
alla fine di ogni momento epico
di ogni grande successo
e di ogni impresa riuscita,
vedrai che accanto a te
resteranno sempre pochissime persone,
ma quelle pochissime
ricordalo sempre,
valgono tutto”.

Gio Evan

LA RINASCITA DI MIO FIGLIO

Solo qualche settimana fa raccontavo della mia preoccupazione nel vedere il mio bimbo nervoso e spesso arrabbiato e nutrivo un grande pensiero al suo rientro in “società” con la ripresa del campo estivo.

È  stato tutto il contrario giorno dopo giorno ho visto la sua rinascita.

Ho ritrovato il mio bambino con il sorriso di un tempo.

Certo, si arrabbia ancora (ormai è  cresciuto, ha i suoi pensieri e le proprie idee) ma diversamente da prima.

È  più ragionevole e il capriccio o il pianto non durano più un tempo interminabile, nel quale mi perdevo e lui si trovava ancora più  smarrito.

Forse ci siamo stressati reciprocamente. E questo aveva portato a cozzarci l’uno con l’altra. Aveva bisogno di rapportarsi con altri bambini, giocare e perché no anche bisticciare con loro. Aveva bisogno della sua autonomia perduta.

Non sto dicendo che i figli non stanno bene con i propri genitori, e che mio figlio non stava bene con me, dico solo che hanno bisogno dei loro spazi (come noi in fondo) e senza volere io forse glieli avevo un po’ schiacciati.

L’avevo messo sotto la mia ala protettrice, pensando che aiutarlo fosse un bene , senza pensare che gli stavo rubando un po’  di se stesso.

Adesso quando vado a prenderlo mi viene incontro un bimbo stanco ma soddisfatto della giornata piena che ha vissuto.

Gli errori si commettono ad ogni età e con il diventare genitore, non si è esenti anzi se ne commettono ancora di più (almeno parlo per me).

Però la cosa positiva è  che non si finisce mai di imparare e di crescere.

Infatti io sto crescendo insieme a lui.

GIACOMO E LA FATINA

Ormai negli anni abbiamo accumulato una vasta gamma di libri ma ci sono sere in cui la storia del libro non gli va.

Non so se i vostri bimbi sono dei routinari o amano variare, lui dipende, ci sono periodi che ha delle “simpatie sfrenate” per alcuni di questi, e quindi ogni sera è la stessa storia, altre volte li rifiuta perché lo annoiano.

È un periodo invece che preferisce la storia di mamma e così a seconda di come mi sento e magari di com’è lui mi invento una storia. Mi invento naturalmente storie che possono essergli utili nella vita quotidiana e ieri sera, stupendomi, ho avuto un grande successo e l’ho fatto addormentare con il sorriso.

Ultimamente è un po’ fumantino (chissà da chi avrà preso) così gli ho raccontato la storia di Giacomo e la FATINA che aspira la rabbia.

Sul subito mi ha guardato e mi ha detto: “stai parlando di me?” E io con il sorriso gli ho detto:”ti chiami giacomo? “

Piano piano ha abbassato le difese e si è lasciato trasportare da questa fatina che con la sua bacchetta magica aveva il potere di aspirare la rabbia di Giacomo.

Ad un certo punto mi ha detto: mamma ma allora le fatine esistono. È venuto il sorriso anche a me.

Mi si è riempito il cuore di gioia e amore.

Grazie fatina di esistere.

FARE LA MAMMA SI IMPARA STRADA FACENDO

Quando ho visto questa vignetta e ho letto queste parole mi sono sentita un po’ come quando ci si sente con la coda di paglia…. 🤦‍♀️

Ebbene sì… perché a volte mi rendo conto che lo tratto come un bimbo piccolo …. stai attento alla macchina, guarda dove vai, attento… fermo…. SI SI UNA VERA ROMPIPALLE…

Quindi mi sono auto ordinata di smetterla di stressarlo e di stressarmi, il fatto è che non è che non mi fido di lui, non mi fido degli altri, la gente si muove con superficialità e disattenzione.

Anche mio figlio in realtà è molto disattento ma forse lo è perché io lo tengo a mano quindi si può permettere di distrarsi tanto è condotto.

Devo lasciarlo più andare… devo lasciarlo più libero…. lo penso e lo dico con un po’ di timore perché mi conosco che sono iperprotettiva… vedo il pericolo dietro l’angolo.

Sono patologica lo so… ma purtroppo ho un occhio molto lungo o forse sto solo diventando “grande”.

Non lo so, l’unica certezza è che sta crescendo ed è giusto che faccia le proprie esperienze. Quindi basta rompere…. non ho mai sopportato le mamme apprensive… mica mi metterò a farla io… sia mai!!!

TERRIBILI 2… IL RITORNO??? 😱

Ultimamente non nego di trovarmi non poco in difficoltà credo che il coronavirus oltre ad averci danneggiato la salute ci abbia tolto non poca spensieratezza e tranquillità. Il poco socializzare e il poco “vivere” ci ha isolati e se in un primo momento l’abbiamo vissuta come una cosa positiva ad oggi trovo solo negatività e lo vedo soprattutto in mio figlio.

Facilmente incazzevole se qualcuno non rispetta le regole, ha fatto veramente fatica a tornare a socializzare e a far amicizia con bimbi nuovi quasi avesse paura(cosa che prima non si faceva proprio il problema)

Ma la cosa più negativa è  che ha avuto una regressione a livello caratteriale, capriccioso e pure anche un po’ dispettoso.

Ma i terribili 2 possono avere un ritorno? È  tutto un tirare indietro, tutto un no e diventa veramente difficile far finta di nulla.

Mi arrabbio? Urlo? A volte si non lo nego, a volte non ne ho voglia e cosi lo lascio cuocere nel suo brodo perché parlare non serve.. vorrei ragionasse, che capisse perché l’età ce l’ha.

Credo e spero che il ritorno al campo estivo lo aiuti a rilassarsi un po’… perché ne ha bisogno lui e pure noi.

Ha bisogno di socializzare, di ridere, di giocare e di essere spensierato. Lo stare troppo con noi forse se da un lato è stato un bene dall’altro l’abbia un po’ fatto “tornare indietro”.

Sono conscia che in questi mesi gli abbiamo detto troppi NO ma purtroppo per la noia di troppa quotidianità le sue richieste erano a volte assurde. E i troppi no a lungo andare lo hanno fatto arrabbiare, e forse non ci ha visto più come due alleati.

Vorrei essergli più di aiuto. Ma forse e’ proprio il contrario ha bisogno di evadere, di sentirsi un po’ più libero.

Le mie sono tutte supposizioni, so solo che vorrei vedere di nuovo il mio bimbo allegro e sorridente di un tempo.. e mi auguro ritorni presto.

LA MIA FAMIGLIA

Quanto l’ho attesa e desiderata.

È la cosa a cui tengo di più in assoluto non c’è nulla che valga quanto lei.

La mia famiglia.

Non saremo perfetti. Ma siamo tutto.

COPPIA O NON COPPIA…. QUESTO È IL PROBLEMA

Con l’arrivo di un figlio (anche se tanto desiderato) è quasi garantito che la coppia si trasformi insieme alla nuova vita.

Più che trasformarsi (nella maggior parte dei casi) diventa completamente inesistente. Totalmente assorbiti, preoccupati, indaffarati, praticamente succubi del nuovo arrivato.

Vi siete mai chiesti “sara’ sempre cosi?”

Sicuramente ci saranno scontri… inevitabili… dove non ci si troverà d’accordo dal come educare il piccolo al gestire i capricci, dalle notti in bianco e chi ne ha più ne metta, ma ci saranno innumerevoli momenti di incontro basta volerli…

Ci vuole un attimo per perdersi ma ancora meno per ritrovarsi.

C’e’ una premessa da fare.

Prima di tutto bisogna guardare che tipo di coppia si fosse prima e cosa ci si prefigge per il domani.

Soprattutto con il primo figlio e se non si hanno aiuti, non è sempre facili avere la verve del pre-figlio.

Ma poi superata la prima fase oltre a genitori si torna ad essere anche persone con la voglia di condividere momenti intimi, momenti a due, come una semplice cena al ristorante (e credetemi non c’è niente di male a desiderarlo, non si toglie niente al proprio figlio) non bisogna sentirsi in colpa se si desidera un’uscita “da soli”, non togliamo nulla al nostro piccolino anzi tutt’altro.

Non priviamoci mai il piacere di condividere momenti con il proprio compagno, sono fondamentali per l’intera famiglia.

La cosa che mi diverte di più di quando si esce senza i figli è che ci si organizza, ci si prepara poi appena chiudiamo alle spalle la porta di casa ci mancano già.

L’argomento principale a cena? Di quanto sono belli e bravi i nostri figli, ci si dimentica dei capricci e delle notti in bianco e si rientra a casa con la consapevolezza che tutto quello che vogliamo e li che dorme bello beato nel suo lettino.

In fin dei conti è proprio cosi. Un po’ buffo e un po’ vero ma essere coppia e genitori sono due fili che scorrono paralleli.. a volte si intrecciano e a volte viaggiano vicini vicini, due fili invisibili ma ben saldi.

Due fili che si chiamano famiglia

CHISSÀ SE….

In questi giorni sento sempre più forte il desiderio di farmi conoscere, di fare tutto alla luce del sole in fin dei conti non faccio nulla di male

Faccio una cosa che amo. Scrivere.

Non importa se magari non lo faccio in maniera corretta l’importante è ciò che scrivo, arrivi.

Ma poi torno sui miei passi e penso che non è ancora arrivato il momento giusto. Non voglio che la mia fretta rovini tutto e faccia perdere la magia di ciò che ho fatto fino ad oggi.

Molti non capirebbero. Ma poco me ne importa.

Non voglio perdere l’entusiasmo che mi da il mio blog, la passione, l’impegno e la cura che metto in ogni dettaglio.

Poche persone sanno di questo mio “piccolo segreto” che per il momento credo rimarrà tale, poi un giorno chissà …..

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